Political Communication Monitor nasce nel 2009 come portale dell’Osservatorio sulla Comunicazione Politica dell’Università di Torino e si sviluppa come strumento di ricerca e analisi della comunicazione. L’Osservatorio studia e monitora le campagne elettorali di rilevanza nazionale e propone approfondimenti sui principali avvenimenti della politica italiana.
Il portale - realizzato con il sostegno della Fondazione CRT - è un'iniziativa del Dipartimento di Studi Politici e della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Torino.

Primo piano

Nuove forme della comunicazione politica: tra popolarizzazione e nuove tecnologie

Perugia, 28 – 29 ottobre 2011

Dipartimento Istituzioni e Società

Via Elce di Sotto, Perugia


Il Convegno annuale dell’Associazione Italiana di Comunicazione Politica è dedicato alle nuove forme della comunicazione politica. Il tema verrà affrontato nella sua accezione più generale ad iniziare dal mutamento stesso delle forme e delle strutture della politica per passare poi ad analizzare il ruolo delle reti (sia tecnologiche sia quella imperniate su nuove forme organizzative dal basso), i processi di popolarizzazione e quindi il posto e il ruolo degli attori politici all’interno di questo mutamento.


Tre le sezione su cui si impernia il Convegno: ciascuna sessione precede due relazioni principali e quindi la presentazione di comunicazioni scelte sulla base di un call for paper. Ciascuna sessione vedrà inoltre l’intervento di due discussant.

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Segnalazioni

di Marinella Belluati in Bullettin of Italian Politics, vol. 2, N. 2, Winter, 2010

For almost twenty years in Italy the traditional political parties have been undergoing a profound crisis caused by internal structural changes but also by changes in the relationship between politics and society. Against this background local politics have often furnished evidence of a growing political and social significance (Bauman, 2003) and shown an autonomous potential to determine which issues and actors dominate the political agenda.
In 1995, a reform of the electoral law for regional elections1 initiated a gradual process of transfer of competences and functions from the central state to sub-national levels (De Luca, 2004). From then on, Italian voters were able to elect directly the chief executives of municipalities, provinces and regions, the three levels of sub-national government provided for by the Constitution.
The electoral-system change altered the relationship between centre and periphery in two ways: first, by giving the sub-national authorities a new role, one more autonomous and independent of central government, reflecting a process of regionalisation of public policy-making (Baldini and Vassallo, 2000); second, by strengthening the links between the localities, and voters, who could now vote for candidates directly.

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