Il Political Communication Monitor nasce nel 2009 come portale dell’Osservatorio sulla Comunicazione Politica di Torino e si sviluppa come strumento di ricerca e analisi della comunicazione. L’Osservatorio sta attualmente monitorando la campagna per le elezioni Regionali 2010.

Primo piano

BAROMETRO NAZIONALE


Le prime due settimane osservate mostrano un grado di attenzione sistemico sostanzialmente contenuto. Per quanto riguarda le elezioni regionali sono settimane di avvio in cui hanno molto peso le scelte coalizionali e gli accordi elettorali, in questa fase il piano locale si muove molto, ma non abbastanza per attirare l’interesse nazionale. Le avvisaglie di guerra però ci sono già, la decisione di chiudere i talk show desta un certo interesse mediale così come il ricorso al TAR delle emittenti private – vinto, ma a cui non si allinea il servizio pubblico. Il clima elettorale viene poi disturbato dallo scoppio dello scandalo sulla Protezione Civile, a cui fa seguito quello sulla corruzione interna al PdL e l’ennesimo capitolo delle vicende processuali del Premier. Il clima elettorale, che si prospettava un po’ sotto tono per via anche della dichiarazione di Berlusconi di voler star fuori dalla competizione, a seguito del caos delle Liste ritrova nuovo vigore. Da quel momento in poi il barometro si impenna! Le elezioni sono al centro della scena, ma a ben guardare non tanto per le competizione locali, piuttosto per le sequenze di eventi che hanno avuto come centro le vicende del PdL e le sue contromosse. Il territorio, visto per la propria capacità autonoma di interessare l’agenda dei media nazionali scompare, o viene travolto, dal corso degli eventi mentre si riafferma una logica di definizione più controllata dal centro.
Il barometro complessivo, confrontato con quello delle scorse europee conferma un’attenzione comunque maggiore per questa competizione, a riprova della forte nazionalizzazione delle campagne elettorali.

leggi tutto...

Segnalazioni

Alessandro Chiaramonte e Giovanni Tarli Barbieri (a cura di) (2007) Riforme istituzionali e rappresentanza politica nelle regioni italiane. Bologna: il Mulino, pp. 296

Il volume, frutto di una collaborazione fra costituzionalisti e politologi, ricostruisce i passaggi istituzionali che hanno condotto all’attuale sistema di governo regionale, ripercorrendo le tappe fondamentali del processo devolutivo italiano. Dalla fine della II Repubblica in poi, la fisionomia delle istituzioni locali ha vissuto una fase di costante rinnovamento. I primi accenni al dibattito, attorno alla revisione della legge elettorale, presero avvio all’indomani della stagione referendaria del 1993, ma la prima vera innovazione venne introdotta nel 1995 con l’approssimarsi delle elezioni regionali. Proprio dalla legge 45/1995 è scaturita, infatti, la riforma introdotta con la legge costituzionale 1/1999 che ha modificato l’assetto istituzionale delle regioni, conferendo loro un autonomo potere statutario e una capacità, «seppur limitata», di intervento in materia elettorale.

leggi tutto...

Segnalazioni precedenti