Le elezioni amministrative della prima repubblica

Rosario Forlenza (2008) Le elezioni amministrative della prima repubblica. Politica e propaganda locale nell’Italia del secondo dopoguerra (1946-1956). Roma: Donzelli Editore, pp. 260.

Considerando le elezioni amministrative come il punto di contatto tra “la dimensione tipica della storia politica e costituzionale (le istituzioni e lo Stato) e lo spazio privilegiato dalla metodologia della storia sociale (il territorio, il municipio, i gruppi, la comunità)”, Forlenza descrive il farsi della democrazia e i cambiamenti della partecipazione politica nel primo decennio dell’Italia post-fascista. Se è a livello locale che si impiantano materialmente i partiti e si costruiscono le identità collettive, non si può, tuttavia, scindere la dimensione periferica da quella nazionale. Dunque la dimensione macropolitica non può prescindere da quella micro comunale-provinciale-regionale e viceversa, ed è proprio il singolo caso che può svelare la declinazione della politica in periferia.

Tutto ciò emerge nella puntuale analisi che l’autore fa delle diverse elezioni – primavera e autunno del 1946, 1951 e 1952, 1956 – attraverso cui traspare la realizzazione delle complesse realtà geopolitiche della penisola, il rapporto contrastato tra l’orgoglio locale e l’identità nazionale di un paese comunque ancora diviso tra nord e sud, il diverso approccio teorico attribuito all’accesso delle donne al voto, il senso di cambiamento del valore del voto, le diatribe, anche in una dimensione transnazionale, tra le grandi ideologie comuniste e cattoliche, che a livello locale si palesano nella filmografia alla Peppone e don Camillo.

Un puzzle articolato dipanato in tre capitoli: il primo che si occupa delle elezioni del 1946 durante le quali si assiste alla rinascita della linfa elettorale e alla rifioritura della vita democratica, perse con l’avvento del fascismo; il secondo, dedicato al voto del ’51 e ’52, in cui la Chiesa diventa sempre più invadente nella vita politica, si inasprisce il conflitto centro-periferia, governo contro opposizione, e tutto si gioca nella difesa della difesa della Costituzione e della pace, quando proprio Usa e Urss entrano nel massimo della crisi; il terso capitolo, quello delle elezioni del 1956 in cui fa da protagonista indiretto lo scenario internazionale, caratterizzato dalla crisi del mondo comunista, che si rispecchia anche sulla scena nazionale e locale: la sinistra entra in fibrillazione e mette in discussione il rapporto con il socialismo, mentre la Dc è alla ricerca di nuove alleanze.

Forlenza narra il fenomeno elettorale attraverso lo studio della propaganda, del linguaggio e della comunicazione, della simbologia, delle testimonianze del tempo e accompagna il resoconto con accurate tabelle riportanti i dati elettorali messi a confronto nelle varie tornate, insieme alla raccolta di diverse immagini di manifesti elettorali e satira politica.

Rosario Forlenza è dottore di ricerca in ‘Società, istituzioni e sistemi politici’ presso l’Università della Tuscia, Viterbo. Si occupa di storia sociale e culturale della politica, di propaganda, comunicazione politica e cinema.

(Valentina Stella)