Primarie del centrosinistra e linea Torino – Lione: quanto sono informati e cosa ne pensano gli elettori?
Non molto informati, piuttosto frammentati nel giudizio sull’opportunità di realizzare la linea ad alta velocità Torino - Lione e poco inclini a seguire posizioni marcatamente a favore dell’opera dei vertici del partito: queste in estrema sintesi i principali tratti che caratterizzano l’elettorato attivo del centrosinistra così come emergono da una rilevazione face to face realizzata in occasione delle primarie per la selezione del candidato sindaco a Torino, il 27 febbraio 2011 su un campione di 653 intervistati.
1) Giudizio sull’opera
Le opinioni dell’elettorato attivo del centrosinistra sono articolate e non riconducibili ad un’unica posizione pro o anti TAV. La preferenza espressa alle ultime politiche del 2008 spiega soltanto parzialmente il giudizio dei cittadini intervistati sull’opera. In realtà le posizioni critiche dei partiti appartenenti alla Sinistra Arcobaleno (SA) trovano una significativa corrispondenza tra le opinioni dei propri elettori che ritengono prevalentemente che l’opera non vada realizzata (42,6%) o che possa attendere (29,6%). Viceversa, all’interno dell’elettorato del Partito Democratico (PD) si nota meno questa polarizzazione tra favorevoli e contrari: per 26% l’opera è una priorità, per 29,3% rappresenta un’opportunità per superare la crisi economica.
2) Livello di informazione sull’opera
A prescindere dal giudizio espresso, ciò che emerge con chiarezza dal campione analizzato è che il livello di informazione sulla vicenda è molto basso: soltanto il 17,4% degli intervistati è in grado di esprimersi correttamente riguardo a due macro punti che riguardano l’ipotesi di tracciato della nuova linea Torino – Lione (vale a dire se il tracciato è variato rispetto al 2005 e se corra in galleria o superficie). Malgrado più della metà del campione abbia la percezione di essere informato (il 56% ritiene di avere un alto o medio/alto livello di informazione), in realtà il 57,1% risponde in maniera completamente scorretta (due risposte sbagliate) oppure dichiara di non sapere quale sia la risposta.
Considerato il basso numero di casi che rientrano nella categoria “informazione corretta”, sia le distribuzioni tra i diversi partiti, sia quella tra fasce di età appaiono poco significative per chiarire un risultato di questo tipo. Inoltre, in considerazione del fatto che la dieta mediatica dichiarata appare sostanzialmente omogenea per l’intero campione (quotidiani e TgR in prevalenza, internet tra i più giovani), le spiegazioni potrebbero invece essere individuate attraverso una attenta analisi del contenuto del coverage dei mezzi di informazione e delle campagne di comunicazione realizzate sul tema dai partiti e dalle istituzioni.
3) Proposta di espulsione dei sindaci PD contrari alla To – Lione
L’ultimo punto testato sul campione di elettori delle primarie mira a comprendere quanto posizioni marcatamente a favore dell’opera espresse dai leader di partito (in particolar modo del PD) vengano comprese e condivise dall’elettorato attivo o siano al contrario motivo di attrito, quando non di frattura, tra l’establishment e la “base”.
In particolare è stato chiesto al campione di esprimere il proprio giudizio su una proposta della dirigenza PD che in passato ha animato il dibattito pubblico (oltre che quello in seno al partito), vale a dire l’ipotesi di espulsione dal partito i sindaci della Val di Susa contrari all’opera (la querelle inizia a partire dalla proposta degli On. Esposito e Merlo nell’autunno 2009).
Il risultato è anche in questo caso piuttosto significativo perché mostra che quando le posizioni pro-Tav diventano centrali, al punto da essere discriminanti per l’appartenenza al partito, soltanto una parte minoritaria tra gli elettori attivi condivide queste scelte: il 22,8% si dichiara molto (12%) o abbastanza d’accordo (10,8%) con la proposta in questione, al contrario, invece, il 77,2% degli intervistati si ritiene per niente (65,1%) o poco d’accordo (12,1%). Se gli elettori della SA contribuiscono in maniera determinate al risultato (il 90,4% non è per niente d’accordo con l’espulsione), il dato meno scontato è quello relativo agli elettori del PD la cui maggioranza non è per niente (61,4%) o poco (12,9%) d’accordo.
