Una poltrona per due: la campagna per le regionali in Piemonte

Tropea S., “Le spine della Bresso, l’estraneità di Cota”, Repubblica.it

Quello regionale è da sempre un voto che ha carattere prevalentemente politico prima ancora che amministrativo. Chi ha qualche dimestichezza coni meccanismi elettorali sa bene che l'85% dei votanti sceglie il partito e solo il restante 15% si esprime sul nome del presidente. Dovrebbero saperlo anchei candidati che di volta in volta si propongono per la leadership, ricordare cioè che il presidente della Regione non è equiparabile al sindaco il cui rapporto diretto con i cittadini facilita la valutazione. Ma, forse per un eccesso di autostima o perché mal consigliati, essi tendono a dimenticarlo o a sottovalutarlo. Con effetti irreparabili. E' questo un punto importante per tutti i candidati indipendentemente dallo schieramento: vale per Mercedes Bresso e per Roberto Cota.

La Bresso non può confidare sul solo fatto di aver governato sia pure con buoni risultati, ma deve tenere ben presenti altri fattori esterni già esistenti o che possono sopraggiungere anche nell'arco di poche settimane. Prima fra tutti la percezione da parte dell'elettorato di quel clima generale del paese che determina appunto il carattere politico di questo voto rendendolo diverso dal voto per la scelta del sindaco. Dal canto suo Cota non può contare supinamente sull'effetto indotto, peraltro indiretto, della popolarità di Berlusconi. Intanto perché in primavera questa popolarità potrebbe non essere in uno dei suoi momenti di maggiore forza. E poi perché normalmente le elezioni di medio termine tendono a penalizzare le forze di governo.