Giornalismo politico

Il rapporto tra giornalisti e politici è da sempre al centro di analisi e riflessioni in un paese come l'Italia caratterizzato da una bassa circolazione di quotidiani, dall'aasenza della stampa tabloid, da un alto livello di parallelismo politico che favorisce un giornalismo orientato al commento e una gestione diretta (parlamentare o governativa) della televisione pubblica. Come conseguenza il grado professionalizzazione è basso, mentre la strumentalizzazione è una pratica piuttosto diffusa.

Il rapporto tra giornalisti e politici è da sempre al centro di analisi e riflessioni in un paese come l'Italia caratterizzato da una bassa circolazione di quotidiani, dall'aasenza della stampa tabloid, da un alto livello di parallelismo politico che favorisce un giornalismo orientato al commento e una gestione diretta (parlamentare o governativa) della televisione pubblica. Come conseguenza il grado professionalizzazione è basso, mentre la strumentalizzazione è una pratica piuttosto diffusa.L’intervento statale è forte, anche se con la svolta neoliberista si è assistito a fenomeni di «deregolamentazione selvaggia» delle frequenze televisive che, a partire dagli anni Ottanta, hanno profondamente modificato gli equilibri tra potere pubblico e potere privato. Il sistema d’informazione, nonostante le trasformazioni degli ultimi decenni, appare quindi per questo gruppo di paesi ancora «intimamente legato al mondo politico».
Le ricerche dell'Osservatorio mirano, da un lato, ad approfondire le specificità italiane, studiando, sia in periodo elettorale che di routine, le agende di giornalisti e politici e le interazioni che si instaurano tra questi due campi. Dall'altro lato, il giornalismo politico viene studiato in chiave comparata, al fine di riuscire a chiarire i tratti peculiari dell'"anomalia italiana".