Politica-spettacolo e scandologia
La sempre più spinta mediatizzazione dei sistemi politici apre oggi campi inediti di indagine sui rapporti tra media e politica. Con la crescente personalizzazione del confronto politico e la visibilità mediatica divenuta capitale sociale irrinunciabile per le personalità pubbliche, avanzano oggi spettacolarizzazione, sensazionalismo e popolarizzazione dei formati e dei contenuti informativi: ciò è presupposto di significative trasformazioni che interessano tanto le rappresentazioni e le narrazioni che i media fanno della politica e dei suoi protagonisti, quanto l’architettura, le retoriche del linguaggio politico e le strategie comunicative adoperate dagli attori politico-istituzionali. Con etichetta ormai d’uso comune, tale condizione viene definita “pop-politics”. All’interno di questa, si estremizzano pratiche di muckraking e comunicazione denigratoria, circolazione di dossier, fughe di notizie e “politica dello scandalo” con l’intenzione di delegittimare l’avversario. Su questo terreno non vige più distinzione tra dimensione pubblica e privata dei comportamenti, la politica si afferma come genere mediatico e di intrattenimento -per di più con successo-, il gossip diventa argomento di pubblico dibattito, i politici star celebrities e icone da copertina.
