Linee di ricerca

Comunicazione di governo e campagna permanente

Concettualizzata per la prima volta all’inizio degli anni 80 nel quadro dei mutati rapporti fra comunicazione e politica, la categoria analitica di “campagna permanente” rimanda a fenomeni e problemi concettualmente diversi. A questa definizione si riconducono spesso, infatti, sia le strategie adattive con cui alcune democrazie cercano di realizzare l’azione di governo superando gli ostacoli che la limitano, sia la tendenziale trasformazione del ciclo elettorale in una sorta di continuum in cui vengono meno le differenze tra i diversi momenti e ogni elezione acquista il significato di test per il governo nazionale.

Comunicazione elettorale

Il gruppo di ricerca di Torino, da decenni ormai, è impegnato nello studio delle campagne elettorali, sia per quanto riguarda gli aspetti mediatici sia per quelli più propriamente politici. Cadenzati dal ciclo elettorale, gli studi dell'Osservatorio mirano ad approfondire tre dimensioni principali, analizzando: a) la definizione dell’offerta e le strategie politico-comunicative dei leader; b) i contenuti e le forme della comunicazione dei partiti (affissioni, spot, programmi, siti web); c) il coverage delle campagne su stampa e tv (attori, temi, linee editoriali, endorsement).

Genere e comunicazione

In questo filone di ricerca si analizzano in particolare due aspetti che caratterizzano l’attuale rapporto fra genere e comunicazione nel quadro di una dinamica ancora in larga misura da indagare. Il primo aspetto riguarda gli effetti di femminilizzazione connessi alle trasformazioni dei modelli comunicativi e degli stili di leadership che – perlomeno in alcuni contesti – stanno trasformando l’ambiente simbolico della politica e favorendo sia l’ingresso sulla scena di un numero crescente di donne con ruoli di responsabilità e governo, sia il successo di leader che ai tratti tipicamente maschili coniugano forti caratteristiche femminili come, ad esempio, Obama. Il secondo aspetto segnala invece il permanere di rappresentazioni di genere che continuano a costringere le donne in ruoli marginali e stereotipati o a svilirle attraverso il ricorso a rappresentazioni banali, confermando le difficoltà che – malgrado l’intensa femminilizzazione del giornalismo – ancora limitano la capacità di approdare a nuove categorie del discorso da parte della sfera comunicativa, talora anche di orientamento progressista.

Giornalismo e i visual studies

Questo filone di ricerca mette al centro dell’analisi le fotografie e le immagini pubblicate dai media a stampa e da quelli digitali. Le immagini sono una componente non marginale della comunicazione politica e un elemento centrale delle narrazioni giornalistiche non solo dei giornali di gossip. Esse tuttavia non hanno mai goduto in Italia di particolare attenzione da parte dell’accademia. Le ricerche che si sono svolte e quelle in corso si pongono nell’ottica di essere uno stimolo in questa direzione .

Giornalismo politico

Il rapporto tra giornalisti e politici è da sempre al centro di analisi e riflessioni in un paese come l'Italia caratterizzato da una bassa circolazione di quotidiani, dall'aasenza della stampa tabloid, da un alto livello di parallelismo politico che favorisce un giornalismo orientato al commento e una gestione diretta (parlamentare o governativa) della televisione pubblica. Come conseguenza il grado professionalizzazione è basso, mentre la strumentalizzazione è una pratica piuttosto diffusa.

Informazione locale

I grandi flussi d’informazione sempre più globalizzati e delocalizzati, hanno, prodotto in parallelo anche un bisogno di mantenimento di rapporti micro territoriali. La riscoperta del localismo, non rappresenta necessariamente una forma di chiusura, ma deve essere riletta all’interno di un processo di trasformazione sociale, culturale e politico. L’informazione locale, da questo punto di vista, può tornare ad essere centrale nei processi di costruzione di nuove geografie localizzate che vedono nei rapporti di prossimità un orizzonte cognitivo importante.
Le ricerche condotte in questo ambito hanno finora riguardato come il circuito dei media locali ha affrontato, o sta affrontando. alcune questioni cruciali per la vita delle comunità.

Media, opinione pubblica e relazioni internazionali

Il carattere sempre più integrato dei processi politici e comunicativi – così come la portata delle sfide che investono un mondo per molti aspetti globalizzato – rendono ormai indispensabili considerare la dimensione internazionalistica della comunicazione politica e il suo carattere cosmopolitico mettendone a fuoco gli aspetti di maggior rilievo. Due sono in particolare gli ambiti su cui si è avviata la riflessione e si intendono promuovere gli studi: "Media, guerra e pace" e "La transnazionalizzazione dei processi d’opinione".

Media, sfera pubblica e cittadinanza europea

L’integrazione europea sta vivendo cambiamenti epocali che delineano nuove sfide ed opportunità, ma evidenziano anche molti pericoli. Da qui l'esigenza di perfezionare strategie di comunicazione per migliorarne la conoscenza e la percezione dei cittadini della presenza dell’Europa e di attivare forme di cittadinanza attiva. Da diversi anni gli studi sulla sfera pubblica europea ci dicono che il processo è complesso e che nonostante i deboli segnali è entrato in una fase irreversibile. Da un lato l’Europa con i suoi strumenti sta cercando di costruire nuove modalità di discorso e di azione pubblica, dall’altro i governi e le identità nazionali resistono al cambiamento. Nel mezzo vi è il territorio che sperimenta in maniera diretta ed interessata nuove strategie e alleanze.

Politica-spettacolo e scandologia

La sempre più spinta mediatizzazione dei sistemi politici apre oggi campi inediti di indagine sui rapporti tra media e politica. Con la crescente personalizzazione del confronto politico e la visibilità mediatica divenuta capitale sociale irrinunciabile per le personalità pubbliche, avanzano oggi spettacolarizzazione, sensazionalismo e popolarizzazione dei formati e dei contenuti informativi: ciò è presupposto di significative trasformazioni che interessano tanto le rappresentazioni e le narrazioni che i media fanno della politica e dei suoi protagonisti, quanto l’architettura, le retoriche del linguaggio politico e le strategie comunicative adoperate dagli attori politico-istituzionali. Con etichetta ormai d’uso comune, tale condizione viene definita “pop-politics”. All’interno di questa, si estremizzano pratiche di muckraking e comunicazione denigratoria, circolazione di dossier, fughe di notizie e “politica dello scandalo” con l’intenzione di delegittimare l’avversario. Su questo terreno non vige più distinzione tra dimensione pubblica e privata dei comportamenti, la politica si afferma come genere mediatico e di intrattenimento -per di più con successo-, il gossip diventa argomento di pubblico dibattito, i politici star celebrities e icone da copertina.

Sicurezza, immigrazione e discorso pubblico

Il tema dell’immigrazione e della sicurezza è al centro del dibattito pubblico già da diverso tempo. Complice la crescente complessità sociale, ma anche il processo di mediatizzazzione diffusa, la questione si è imposta nelle agende pubbliche nazionali ponendo enormi difficoltà al discorso politico e alla progettazione di misure di intervento. Il primo dato significativo è che i due temi sono orami intrecciate nelle definizioni correnti, presenti nelle pratiche istituzionali e legittimate dal discorso politico. L’attività di ricerca prevalente ha come obiettivo quello di esplorare il rapporto tra il tema della sicurezza, percezioni dei cittadini e ruolo dei media a livello locale, nazionale ed europeo. Lo sforzo analitico resta quello, attraverso la ricerca empirica, di osservare il tipo di rappresentazioni sociali e mediali che stanno circolando provando a correlarle con i discorsi pubblici.

Web e Politica

Il legame fra internet e la politica è un fenomeno evidente e in continua evoluzione. Quest’area di lavoro si occupa di studiare i fenomeni di e-participation from above e from below. Da un lato si presta attenzione alla presenza di partiti e candidati politici sul web, soprattutto nel contesto delle campagne elettorali, al fine di monitorarne le strategie comunicative e l’uso dei social media. Dall’altro si vogliono indagare le pratiche di partecipazione civica e politica dal basso, con una particolare attenzione per quelle mobilitazioni informali che hanno origine nei social network e promuovono mobilitazioni di cittadini offline.