La definizione dell'agenda dei telegiornali nella campagna elettorale del 2008

La situazione dell’informazione televisiva, in particolar modo nel periodo precedente al voto, sembra accordarsi alla definizione di un «giornalismo cerimoniere», pronto ad officiare il rito della campagna elettorale ed incapace di spingersi oltre ai limiti di una comunicazione autoreferenziale. In questa prospettiva, non sembra quindi anomalo il fatto che la tv, ed in particolare i telegiornali, spesso abbiano svolto la semplice funzione di canale della politica, riducendo ai minimi termini il ruolo del giornalista nella determinazione di un’agenda autonoma e alternativa a quella dei partiti. Partendo da queste considerazioni, la ricerca intende ricostruire l’agenda dei telegiornali, nelle nove settimane precedenti al voto, da un lato, tentando di capire chi abbia prevalso nella battaglia per la definizione dell’agenda, dall’altro, chiarendo quali tipi di frames siano stai utilizzati per coprire gli eventi di campagna. In particolare vengono individuate e comparate le strategie messe in atto dai principali attori politici, precisando quali temi ed eventi hanno ottenuto un grado di visibilità maggiore; inoltre vengono verificate le principali differenze nei canoni di selezione e di gerarchizzazione delle notizie di campagna da parte delle singole testate giornalistiche, provando a capire se e in quali condizioni queste scelte possano aver favorito la comunicazione di una delle parti in gioco. Muovendosi sul doppio binario, politico e mediale, un ulteriore intento del lavoro è quello di verificare se effettivamente i telegiornali abbiano confermato anche in queste elezioni la propria natura di canale e di vetrina per la politica o se in qualche occasione siano riusciti ad offrire esempi di maggiore tematizzazione e autonomia dall’agenda politica.
Responsabile
Giuliano Bobba

Materiali