Archivio segnalazioni

di Marinella Belluati in Bullettin of Italian Politics, vol. 2, N. 2, Winter, 2010

For almost twenty years in Italy the traditional political parties have been undergoing a profound crisis caused by internal structural changes but also by changes in the relationship between politics and society. Against this background local politics have often furnished evidence of a growing political and social significance (Bauman, 2003) and shown an autonomous potential to determine which issues and actors dominate the political agenda.
In 1995, a reform of the electoral law for regional elections1 initiated a gradual process of transfer of competences and functions from the central state to sub-national levels (De Luca, 2004). From then on, Italian voters were able to elect directly the chief executives of municipalities, provinces and regions, the three levels of sub-national government provided for by the Constitution.
The electoral-system change altered the relationship between centre and periphery in two ways: first, by giving the sub-national authorities a new role, one more autonomous and independent of central government, reflecting a process of regionalisation of public policy-making (Baldini and Vassallo, 2000); second, by strengthening the links between the localities, and voters, who could now vote for candidates directly.

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A cura di Gian-Luigi Bulsei e Alfio Mastropaolo. Viella: Roma

Un terremoto non è unicamente un evento naturale. È anche un fatto sociale e quindi è un fatto politico. Esso non solo distrugge abitazioni, uffici pubblici, monumenti, fabbriche, botteghe e quant’altro. Scompagina in profondità la vita associata. Gli esseri umani da esso investiti possono essere privati di tutto: del tetto che li ripara, del luogo in cui lavorano, del reddito di cui dispongono, della stessa trama di rapporti sociali che li avviluppa.


Per queste ragioni un terremoto, e la ricostruzione che ne consegue, sono fatti politici: fatti da governare, che costituiscono opportunità di arricchimento per alcuni, d’impoverimento per altri, occasioni per guadagnare o per perdere consenso, per risvegliare la coscienza comune della collettività o per disperderla definitivamente. È perciò inevitabile che a tali fatti si accompagnino conflitti di interessi, divergenze d’opinioni, opzioni di valore alternative.

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a cura di Brunetta Baldi e Filippo Tronconi

Le elezioni regionali del 28-29 marzo 2010 chiudono un decennio importante di riforme e consentono un primo bilancio dei più importanti cambiamenti istituzionali: l'elezione diretta del presidente, l'approvazione dei nuovi statuti regionali, l'impiego di nuovi sistemi elettorali. Le regioni sono indiscusse protagoniste della politica sul territorio, e le elezioni del 2010 hanno creato le condizioni per un nuovo rilancio della loro autonomia. La netta affermazione della Lega Nord apre scenari che favoriscono, a partire dall'attuazione del federalismo fiscale, il varo di ulteriori riforme che, probabilmente, vedranno il coinvolgimento attivo delle giunte e dei consigli regionali rinnovati. Il volume, che presenta una ricerca condotta dall'Istituto Carlo Cattaneo, fornisce un quadro esaustivo delle elezioni regionali del 2010. I capitoli di apertura offrono uno sguardo ad ampio raggio sul rapporto fra elezione e federalismo, sui temi della campagna elettorale e sull’analisi del voto. I capitoli successivi, dedicati alle tredici regioni dove si è votato, analizzano le innovazioni istituzionali dell'ultima legislatura, l'offerta politica, i protagonisti e i contenuti della campagna elettorale, i risultati del voto e le nuove giunte regionali.

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Alleo Review – Culture contemporanee è una rivista on line ospitata all’interno del sito web alleo.it. Si tratta di una pubblicazione monografica con cadenza semestrale che affronta di volta in volta un tema specifico con taglio multidisciplinare. L’ultimo numero, uscito a Giugno 2010, è dedicato alla comunicazione politica. Esso raccoglie saggi originali di studiosi, ricercatori e consulenti che si occupano del modo in cui la politica comunica e delle relazioni che questa stabilisce con il sistema mediatico e, attraverso esso, con i cittadini.
La rivista affronta temi generali come l’evoluzione della comunicazione politica (Cristian Vaccari), la personalizzazione della politica (Giorgia Bulli), il rapporto tra leadership e partecipazione (Alessandro Agostinelli), i metodi della ricerca sociale applicati alla previsione dei comportamenti elettorali (Mario Morcellini) e la comunicazione politica internazionale (Patrizia Laurano).

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Alessandro Chiaramonte e Giovanni Tarli Barbieri (a cura di) (2007) Riforme istituzionali e rappresentanza politica nelle regioni italiane. Bologna: il Mulino, pp. 296

Il volume, frutto di una collaborazione fra costituzionalisti e politologi, ricostruisce i passaggi istituzionali che hanno condotto all’attuale sistema di governo regionale, ripercorrendo le tappe fondamentali del processo devolutivo italiano. Dalla fine della II Repubblica in poi, la fisionomia delle istituzioni locali ha vissuto una fase di costante rinnovamento. I primi accenni al dibattito, attorno alla revisione della legge elettorale, presero avvio all’indomani della stagione referendaria del 1993, ma la prima vera innovazione venne introdotta nel 1995 con l’approssimarsi delle elezioni regionali. Proprio dalla legge 45/1995 è scaturita, infatti, la riforma introdotta con la legge costituzionale 1/1999 che ha modificato l’assetto istituzionale delle regioni, conferendo loro un autonomo potere statutario e una capacità, «seppur limitata», di intervento in materia elettorale.

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